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Convenienza della rivalutazione delle partecipazioni

Convenienza della rivalutazione delle partecipazioni

rivalutazione_partecipazioneLa legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145 del 30 Dicembre 2018) ha riaperto i termini per effettuare la rivalutazione delle partecipazioni non quotate detenute alla data del 1° Gennaio 2019.

La rideterminazione del valore di acquisto delle partecipazioni detenute alla data del 1° Gennaio 2019 si perfeziona al compimento delle seguenti condizioni:
predisposizione di una perizia di stima della partecipazione, redatta ed asseverata entro la data del 30 Giugno 2019 da un professionista abilitato;
versamento dell’imposta sostitutiva entro la data del 30 Giugno 2019.

Una novità importante, riguarda le aliquote dell’imposta sostitutiva da versare; in particolare, sono state introdotte due aliquote differenti a seconda della tipologia di partecipazione da rivalutare. Le nuove aliquote sono:

11% per le partecipazioni qualificate;
10% per le partecipazioni non qualificate.

Il pagamento dell’imposta sostitutiva dovrà essere effettuato entro il termine unico del 1° Luglio 2019 (la scadenza originaria del 30 Giugno 2019 cade di domenica). Tale imposta può essere pagata anche in 3 rate annue di uguale importo, maggiorate (la seconda e la terza rata) dell’interesse pari al 3% annuo.

La rideterminazione del valore di acquisto di una partecipazione, può portare ad alcuni significativi vantaggi: consente di pagare un’imposta sostitutiva, alla data del 30 Giugno 2019, pari all’11% (partecipazioni qualificate) o al 10% (partecipazioni non qualificate).
Rideterminato il valore di acquisto della partecipazione, in caso di cessione della stessa, l’imposta sostitutiva del 26% sarà pagata soltanto sulla differenza tra il valore rideterminato in sede di perizia di stima ed il reale valore di cessione.

E’ quindi evidente come in diverse circostanze il risparmio fiscale a vantaggio del contribuente può rilevarsi notevole. E’ anche vero, però, che, in caso di rideterminazione del valore di acquisto delle partecipazioni, il contribuente dovrà sostenere esborso anticipato per il versamento dell’imposta sostitutiva, rispetto alla data dell’incasso derivante dalla vendita della partecipazione (nei casi ovviamente in cui la cessione avvenga dopo la data del 1° Luglio 2019) ed, inoltre, dovrà accollarsi interamente il costo della perizia di stima necessaria per procedere alla rivalutazione delle quote.

E’ quindi opportuno, prima di procedere alla rivalutazione delle quote ed effettuare la necessaria perizia di stima entro la data del 1° Luglio 2019, effettuare preventivamente un’analisi di convenienza dell’operazione.

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Gli Indicatori Sintetici di Affidabilità nel modello Redditi

Gli Indicatori Sintetici di Affidabilità nel modello Redditi

Nel 2019 debuttano gli Indicatori Sintetici di Affidabilità economica, abbreviazione ISA, e ciò ha ovviamente anche dei riflessi sui modelli Redditi PF, SC e SP; il periodo d’imposta 2018 (da dichiararsi nel modello redditi 2019) è il primo anno in cui trovano applicazione i nuovi indicatori sintetici di affidabilità fiscale che hanno sostituito i “vecchi” studi di settore.

A differenza dello scorso anno, il termine ultimo per la presentazione delle dichiarazioni ordinarie è fissato per il 30 settembre 2019. La novità più importante, comune a tutti i modelli Redditi, riguarda proprio l’introduzione degli ISA, il cui scopo principale è favorire l’emersione spontanea di redditi imponibili e incoraggiare l’assolvimento degli obblighi tributari, premiando quei soggetti che risulteranno “affidabili” con benefici significativi. Tali indicatori sostituiscono gli Studi di settore e i Parametri, ampliando di fatto la platea di soggetti coinvolti.

Se dall’applicazione del Modello ISA risulterà raggiunto un determinato livello di affidabilità fiscale (individuato con apposito Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate), al contribuente saranno riconosciuti alcuni benefici fiscali tra i quali, ad esempio, l’esonero dall’applicazione del visto di conformità per crediti relativi alle imposte sui redditi e IRAP e IVA.

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Novità Dichiarazione Modello 730/2019

Novità Dichiarazione Modello 730/2019

Avvicinandosi il consueto appuntamento con la compilazione della Dichiarazione dei redditi Modello 730/2019, Le elenchiamo le principali novità introdotte:

  • Aumento a 786,00 euro per ciascun alunno, il limite di detraibilità per le spese di istruzione per la frequenza di scuole dell’infanzia, del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado;
  • Introdotta una nuova detrazione del 36% per gli interventi relativi alla “sistemazione a verde” di aree scoperte e impianti di irrigazione;
  • Introdotta la possibilità di detrarre le spese sostenute per l’acquisto degli abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale per un importo non superiore a 250,00 euro;
  • Introdotta una nuova detrazione per i premi relativi ad assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi stipulate su unità immobiliari ad uso abitativo;
  • E’ possibile detrarre le spese in favore dei minori o di maggiorenni con disturbo specifico dell’apprendimento (DSA);
  • Introdotta nuova detrazione del 30% per le erogazioni liberali alle Onlus e Associazioni di promozione sociale e del 35% per le erogazioni liberali alle Organizzazioni del volontariato;
  • Aumento a 1.300,00 euro il limite di detraibilità per i contributi associativi alle società di mutuo soccorso.

Ricordiamo, altresì, che per l’anno d’imposta 2018 sono state prorogate le seguenti agevolazioni; detrazioni delle spese:

  • relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio
  • sostenute per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici
  • relative agli interventi finalizzati al risparmio energetico degli edifici

Le ricordiamo di prenotare un appuntamento, in ambiente riservato, presso il nostro Studio, contattando il numero 02/250.611.75 oppure scrivendo una mail a: info@cerianiangelo.it.

 

 

 

 

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Nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore di Srl

Nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore di Srl

revisoreI commi 2 e 3 dell’art. 2477 c.c. sono stati sostituiti con il seguente testo: “La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria se la società:
a) è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
b) controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
c) ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: 1) totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro; 2) ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro; 3) dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.
L’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore di cui alla lettera c) del terzo comma cessa quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei predetti limiti”.

A parte la conferma delle ipotesi correlate all’obbligo di redazione del bilancio consolidato e al controllo di una società obbligata alla revisione legale dei conti, quindi, si sostituisce la condizione connotata dal superamento per due esercizi consecutivi di almeno due dei limiti indicati dall’art. 2435-bis c.c. in tema di bilancio in forma abbreviata (totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 4.400.000,00 euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni: 8.800.000,00 euro; dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 50 unità) con l’espressa condizione del superamento per due esercizi consecutivi di almeno uno dei seguenti limiti:
• totale dell’attivo dello stato patrimoniale pari a 2 milioni di euro;
• ricavi delle vendite e delle prestazioni pari a 2 milioni di euro;
dipendenti occupati in media durante l’esercizio pari a 10 unità.

Oltre all’abbassamento delle soglie per l’insorgenza dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore, è da segnalare come:
• mentre nella previgente disciplina, ai fini dell’insorgere dell’obbligo della nomina occorreva il superamento di almeno due degli elementi indicati (non necessariamente gli stessi) per due esercizi consecutivi, la nuova disciplina ritiene sufficiente il superamento di uno solo degli elementi indicati (anche diversificato) per due esercizi consecutivi;
• si precisa, altresì, che l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore correlato alla condizione in esame cessa quando, per tre esercizi consecutivi, e non più per due, non sia superato alcuno dei predetti limiti.

Entrata in vigore
Anche la previsione normativa che ha inserito la disciplina in esame è in vigore dal 16.3.2019.
Tuttavia, è fissato in 9 mesi dal 16.3.2019 il termine entro il quale le Srl e le cooperative (si ricorda, infatti, che, in tali società, ai sensi dell’art. 2543 comma 1 c.c., “la nomina del collegio sindacale è obbligatoria nei casi previsti dal secondo e terzo comma dell’articolo 2477, nonché quando la società emette strumenti finanziari non partecipativi”) già costituite alla medesima data dovranno provvedere a nominare l’organo di controllo o il revisore legale e, se necessario, ad uniformare l’atto costitutivo e lo statuto (fino alla scadenza del termine, le previgenti disposizioni dell’atto costitutivo e dello statuto conservano la loro efficacia anche se non sono conformi alle inderogabili disposizioni previste).
Di conseguenza, entro il 16.12.2019 (cioè i 30 giorni successivi alla pubblicazione in G.U. del DLgs. 14/2019 più i 9 mesi sopra ricordati), le Srl dovranno essere “pronte”, (anche) sotto il profilo della strutturazione dei controlli, a dare attuazione alle novità in materia di crisi d’impresa da applicarsi a decorrere dal 15.8.2020.
A tali fini, quindi, onde evitare di procedere a specifiche convocazioni, si potrebbe optare per la nomina dell’organo di controllo o del revisore legale nel corso dell’assemblea chiamata ad approvare il bilancio relativo all’esercizio 2018.

Esercizi da considerare
Viene altresì stabilito che, ai fini della prima applicazione delle nuove disposizioni dell’art. 2477
co. 2 e 3 c.c., si deve avere riguardo ai due esercizi antecedenti la scadenza del termine del 16.12.2019. Rilevano, quindi, gli esercizi 2017 e 2018, scadendo il termine nel corso del 2019.

Adeguamenti statutari
Si tenga presente, altresì, che lo statuto delle Srl è da uniformare solo in presenza di disposizioni sui controlli non conformi al nuovo dettato normativo, e non in presenza di clausole recanti un mero rinvio alla legge.
In particolare, le modifiche non sembrano necessarie in presenza di clausole connotate dal seguente tenore letterale:
• “La nomina dell’organo di controllo o del revisore avviene nei casi in cui la legge renda tale nomina obbligatoria”;
• “La nomina dell’organo di controllo o del revisore si rende obbligatoria al superamento dei parametri previsti dall’art. 2477 c.c.”.

Diversamente, si dovrà intervenire su una clausola statutaria del seguente tipo: “La nomina dell’organo di controllo o del revisore è obbligatoria al superamento dei parametri di cui all’art. 2435-bis c.c. e negli altri casi previsti dall’art. 2477 c.c.”.

NOMINA OBBLIGATORIA DELL’ORGANO DI CONTROLLO O DEL REVISORE DI SRL SU SEGNALAZIONE DEL CONSERVATORE DEL R.I.
Viene stabilito, infine, che, ove la Srl non dovesse nominare l’organo di controllo o il revisore entro il termine previsto dall’art. 2477 co. 5 c.c. in tutti i casi in cui è obbligata per legge, è il Tribunale a provvedervi, oltre che, come in passato, su richiesta di ogni soggetto interessato, anche su segnalazione del Conservatore del Registro delle imprese.
Il nuovo art. 2477 co. 5 c.c., infatti, stabilisce che “l’assemblea che approva il bilancio in cui vengono superati i limiti indicati al terzo comma deve provvedere, entro trenta giorni, alla nomina dell’organo di controllo o del revisore. Se l’assemblea non provvede, alla nomina provvede il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del registro delle imprese”.

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In Gazzetta Ufficiale il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

In Gazzetta Ufficiale il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza

crisi-di-impresaÈ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo sul Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza in attuazione della Legge delega 19.10.2017, n. 155.

Tra i cambiamenti, alcuni risultano molto pervasivi e l’art. 389 L. 355/2017, dedicato all’entrata in vigore delle nuove norme, ne tiene conto. Il decreto, infatti, entrerà in vigore dopo 18 mesi dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale, eccezion fatta per gli articoli indicati all’art. 389, c. 2 che avranno efficacia decorsi 30 giorni dalla pubblicazione.

Trovano impatto immediato le norme che, modificando il Codice Civile, aumentano la responsabilità degli amministratori, comportano la rivisitazione degli assetti organizzativi e cambiano i parametri previsti per l’obbligo della nomina degli organi di controllo. Tale nomina viene disciplinata dall’art. 379 della Legge delega che rivisita l’art. 2477, c. 3 C.C., prevedendo che l’organo di controllo o il Revisore, debbano essere nominati nelle società a responsabilità limitata che superano i seguenti limiti:
• 2 milioni di attivo patrimoniale;
• 2 milioni di vendite e prestazioni;
• 10 unità occupate in media durante l’esercizio.
E’ sufficiente che uno solo di questi parametri venga superato.

Nove sono i mesi, dalla data di pubblicazione del decreto in Gazzetta, fissati dalla riforma per la compiuta costituzione degli organi di controllo, termine entro il quale si dovrà provvedere anche alle modifiche dell’atto costitutivo e dello statuto, se necessarie. Pertanto, nomine e modifiche degli statuti potrebbero presumibilmente essere rimandati fino a dicembre 2019, eventualità peraltro non consigliata. Opportuno sarebbe invece che le assemblee, post approvazione del bilancio 2018 in aprile/giugno 2019, cominciassero ad avviare l’iter per la nomina dell’organo di controllo o del Revisore. Questi ultimi avrebbero così il tempo utile per prendere completa visione dell’azienda e prepararsi ad assumere le nuove responsabilità richieste quando, nel 2020, entrerà in vigore la riforma nella sua interezza.

A regime sarà l’assemblea che approva il bilancio dell’esercizio in cui vengono superati i limiti a provvedere alla nomina dell’organo di revisione o di controllo. A fronte dell’inattività dei soci, potrà procedere il tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o in mancanza, su segnalazione del conservatore del Registro delle Imprese. Quest’ultimo, acquisendo tutte le informazioni rilevanti attraverso il bilancio e la nota integrativa, provvederà alla comunicazione al Tribunale di tutte le realtà che non si sono adeguate, comprese le Srl di maggiori dimensioni, che finora hanno “rimandato” l’evidentemente incomoda nomina di un controllore.

 

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Dichiarazione d’intento, come fare per la fattura elettronica

Dichiarazione d’intento, come fare per la fattura elettronica

A seguito dell’introduzione, a partire dal 01/01/2019, dell’obbligo della FE tra privati, ci si interroga su quali riferimenti riportare e quali campi compilare nel documento elettronico nel caso in cui siano state emesse delle dichiarazioni d’intento.

L’art.1 D.L. 746/1983 prevede che “gli estremi della dichiarazione devono essere indicati nelle fatture emesse in base ad essa” e prevede che tanto esportatore abituale quanto fornitore devono progressivamente numerarla e annotarla, entro 15 giorni, nei rispettivi registri. La dichiarazione in questione è quella da trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate, che rilascia apposita ricevuta telematica da consegnare al fornitore, unitamente alla ricevuta stessa. La ricevuta contiene una stringa di 17 + 6 caratteri che rappresenta il protocollo attribuito dall’Agenzia delle Entrate; protocollo che il fornitore deve peraltro riportare nell’elencazione del quadro VI della dichiarazione annuale Iva. Quali sono quindi gli estremi da riportare in FE e dove?

L’Agenzia delle Entrate, ha fornito due risposte in merito:
Nella prima (la n. 14 di novembre) è precisato che l’informazione può essere inserita utilizzando uno dei campi facoltativi relativi ai dati generali della fattura come, per esempio, il campo “Causale”. Si ritiene che il numero sia quello attribuito dall’esportatore dichiarante ma va da sé che nulla vieta (come fanno alcuni) di indicare entrambi i protocolli (es. “Vostra d.i. n. 10 del 15.01.2018 – nostro protocollo n. 3/2019”).
Nella successiva FAQ (la n. 49 di dicembre) è stata anche confermata la possibilità di agire a livello di “singola linea fattura” usando il blocco “Altri dati gestionali”.

L’Assosoftware, parzialmente in linea con questa seconda soluzione propende per l’utilizzo dei campi contenuti in Altri Dati Gestionali.
Il contribuente può quindi riportare quello che meglio gli riesce, in quanto i diversi protocolli sono comunque riconducibili alla stessa dichiarazione d’intento, fino a una presa di posizione definitiva, come precisato in occasione dell’audizione 7.11.2018 al PDL 1074, l’Agenzia sta lavorando a un progetto specifico mirato a consentire una verifica dei requisiti (in materia di plafond), valorizzando i dati che saranno forniti attraverso la fattura elettronica.

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